domenica 5 settembre 2010   ::  
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Tango o Tangoterapia?

Quando tengo una lezione di Tango Argentino l’obiettivo è molto chiaro: Insegnare alla coppia o alla donna o al gruppo a ballare Tango.

Il Tango è una danza meravigliosa e particolare, dove l’incontro, il tipo di contatto molto alto, a livello del petto, e i ruoli precisamente definiti, la distinguono da tutte le altre forme di danza.

Ma si tratta pur sempre di un corso di ballo.

Se io fossi un semplice ballerino di Tango o anche solo un insegnante, guarderei con scetticismo a una disciplina dal nome “Tangoterapia”. Per il semplice motivo che riterrei (come in realtà ritengo) che il Tango sia di per sé una esperienza terapeutica. Lo è per la chiarezza dei suoi ruoli, per l’aderenza a uno schema bellissimo di comunicazione, per la sua musica speciale e per l’atmosfera che si crea. Addirittura spesso si assiste a una sorta di “dipendenza” da Tango, un’esperienza della quale non si può fare a meno! J

Perché dunque una nuova disciplina dal nome “Tangoterapia”?

La prima risposta è che, in questa danza, ci sono mille spunti che possono essere utilizzati per un lavoro psicologico di consapevolezza interiore. Per un terapeuta, è come avere uno schema forte di riferimento: i ruoli, la musica, il contatto speciale. Tutti questi fenomeni possono essere utilizzati, plasmati, declinati, nel disagio della persona che cerca risposte alle sue domande più intime, che hanno a che fare con la propria esperienza di vita, con le prospettive, le speranze. I temi che possono trarre beneficio dall’accostamento con il Tango sono molteplici: La seduzione, la Fiducia, i misteriosi meccanismi del linguaggio del corpo, le Relazioni Intime, i processi trasformativi.

Durante i nostri seminari, che ormai si svolgono in tutta Italia, andiamo a lavorare con le persone e con i loro disagi avendo ben chiari gli schemi fondamentali di riferimento del Tango: I confini definiti dei ruoli, il potere svelatore del contatto del cuore, la musica che agisce da potenziatore emotivo.

Mi piace, dunque, distinguere fra tre differenti livelli di utilizzo del Tango.

C’è un primo livello che consiste semplicemente nell’imparare la danza e nello sperimentarla. E nello scoprire che questa può portare benessere solo per il fatto di ballare.

Un secondo livello che potremmo chiamare la “Terapia del Tango” in cui un insegnante con una preparazione anche psicologica può “leggere” nel modo in cui le persone ballano, il loro disagio e i possibili rimedi.

E infine un terzo livello in cui il Tango, con i suoi meravigliosi schemi e riferimenti, diventa uno strumento, o una serie di strumenti, per fare terapia, di gruppo, individuale o di coppia, con mille implicazioni terapeutiche e spazi da cercare e vivere.

Questo terzo livello è ciò che sperimentano i miei meravigliosi partecipanti in tutta Italia, con le loro emozioni, la loro luce svelata dal contatto, il loro improvviso accorgersi di qualcosa di nuovo e i possibili percorsi per raggiungere un equilibrio di maggiore benessere.

Forse questo è il motivo per cui i miei seminari sono frequentati da ballerini di Tango, Maestri di Tango, Psicologi, Psichiatri, ma anche da persone senza alcuna preparazione del campo “psico” o che non hanno mai ballato Tango. Tutti alla ricerca di nuovi modelli di introspezione di sé alla ricerca di una nuova luce.

 

Massimo Habib

 

Per ulteriori info potete contattarci a info@tangoterapia.it o vedere dove e quando si svolgerà il prossimo seminario qui

Per info sulle lezioni di Tango a Milano potete andare qui

 

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